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CUORI REALISTI OPPURE L'ACCORDO di BERTOLD BRECHT
da BERTOLD BRECHT
2005/6

 


Lo spettacolo è il risultato di un percorso che parte da una riflessione sul rapporto tra teatro e arti visive. In un primo tempo si trattava di una vera e propria mostra di quadri viventi che gli attori componevano sulla scena, ispirandosi alla pittura neorealista, peraltro ben documentata dalla collezione del Museo Galleria del Premio Suzzara. Operai, contadini, mondine, pescatori escono dai quadri per costruire tableaux vivant che assurgono a emblemi, icone di un'epoca del nostro dopoguerra in cui forte era il dibattito intorno alla funzione dell'arte: tanti intellettuali decisero infatti di mettere la propria cultura al servizio delle classi lavoratrici, al servizio di ideali rivoluzionari.


In un secondo momento la riflessione si è estesa alla nostra memoria teatrale che ci ha richiamato l'amato Cechov nella figura di Kostia (Kostantin Trepelev), protagonista de "Il gabbiano", alla disperata ricerca di "nuove forme" per un nuovo teatro che sapesse parlare alla gente,contro il ristagno accademico. Infine è arrivato l' "improponibile" Bertolt Brecht col suo progetto di un teatro didattico come messa in pratica della dialettica marxista.


Proprio un suo testo del '31, L'accordo, è diventato il contenitore che ci ha permesso di riordinare tutto il materiale in un altro percorso. In tal dramma didattico avviene che quattro aviatori precipitati invocano aiuto. Ma il coro lo nega: finché il mondo non muterà radicalmente l'aiuto individuale è controproducente e perciò gli aviatori si rassegnino alla morte. L'unico di loro che protesta viene allontanato. Chi esce dall' "accordo" sociale non ha più diritto a farsi ascoltare.


Tanta pittura neorealista, il tentativo teatrale di Treplev, e il progetto di Brecht sono accomunati da un'unica concezione che pone l'uomo artefice di sé e di tutto secondo la tradizione dell' umanesimo, quindi un uomo compiuto, integro che ha la morte dentro,come se la morte avesse senso.
Ironia, grottesco e Kitsch, inteso come ci ha insegnato Milan Kundera, quale paravento che nasconde la morte, sono i registri che abbiamo utilizzato per analizzare una storia appassionante che continua in altre forme nell'attualità facendo il nostro un "tempo da lupi".


locandina-cuori-realisti-icoRegia: MARCO PANIZZA
Musiche: CLAUDIO CAVALLI
Costumi: ROSSANA TAGLIATI

interpreti: Alice Benini, Francesca Canossa, Alessio Caramaschi, Daniele Casari, Franco Cavana, Massimo Laurenzi, Giovanni Maestri, Nicola Maestri, Silvia Prati.

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