APRO GLI OCCHI CHE NON HO CHIUSO
letture da fernando pessoa
ANNO 2008
Apro gli occhi che non ho chiuso è un intervento di voci, suoni e azioni minimali, che, attraverso i testi de "Il marinaio" e di "Ode marittima" intende avvicinare lo spettatore al mondo di Fernando Pessoa.
Fernando Pessoa è stato definito il poeta degli eteronimi: inventa personaggi che scrivono con stili inconfondibili e che posseggono una propria scheda anagrafica, rimanendo parte della personalità del loro inventore e mai pseudonimi.
"Il marinaio", testo teatrale scritto a venticinque anni, in una sola notte tra l'undici e il dodici ottobre del 1913, precede di qualche mese quello che il poeta definirà "il giorno trionfale" della sua vita che cadrà l'8 marzo del 1914, giorno in cui "nello spazio incolore ma reale del sogno" apparvero quei personaggi inesistenti che iniziarono a scrivere opere e a interloquire tra loro.
Ne "Il marinaio" sono tre le fanciulle che parlano ma appaiono come tre facce di un unico volto. Siamo in un atmosfera evanescente dove non accade nulla. Si racconta il sogno di un marinaio che sogna una patria che non ha mai avuto...
Con "Ode Marittima" Pessoa indossa la maschera di Alvaro de Campos, ingegnere, dandy, magro, capelli lisci e monocolo, nato due anni prima del suo autore, morirà con lui a Lisbona il 30 novembre del 1935. Nel grande componimento poetico esplode l'impeto rivoluzionario di Campos che si scaglia contro l'inerzia, la staticità del quieto vivere per abbracciare le avventure del mare: le grandi scoperte, i pirati, "l'ansia dell'illegale".


