LILITH (12 Marzo 2011)
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LILITH
12 MARZO 2011 - ORE 22.00 INGESSO LIBERO e buffet offerto |
Lilith appare nella mitologia sumera, assiro-babilonese, cananea così come nell’Antico Testamento e nel Talmud. Il mito racconta che Dio la creò dalla terra, come Adamo ma Lilith si rifiutò di obbedire all’uomo , si stancò del paradiso e se ne andò. Dio la esiliò nel regno delle ombre e poi creò, dalla costola di Adamo, la seconda donna, Eva.
Lilith fa parte di quelle donne che, mute al linguaggio degli uomini, in modi diversi sono costrette ad andarsene via da qualche luogo o dalla vita stessa. In passato ci siamo già occupati di Selvaggia, la giovane amante di Paolo Uccello che muore di fame nell’indifferenza del pittore, di Genica Athanasiou, attrice e compagna di Artaud da cui si allontanerà esasperata e poi di Ondina nella rilettura del mito che ne fa Ingeborg Bachmann.
La voce della nostra Lilith pesca le parole dalla ricerca poetica di Joumana Haddad , poetessa,scrittrice, traduttrice, giornalista libanese, nata a Beirut nel 1970, autrice dell’opera Il ritorno di Lilith.
Essere Lilith per Joumana Haddad significa oggi :“. Fare la scelta di assumersi la responsabilità della propria individualità nei confronti dell’industria delle greggi, industria che si chiama ormai “mondo moderno”. Fare la scelta di seguire la propria strada, anche se questa strada non convince gli altri, o li disturba. Fare la scelta di fuggire l’omogeneità, anche se il prezzo da pagare è la solitudine. Fare la scelta di esprimere le nostre differenze, e di esserne fieri. Fare la scelta di dire ‘no’, anzi, di ruggire ‘no’, ma anche ‘sì’, quando ci va di dire sì. Fare la scelta di abbandonare i paradisi artificiali per andare a vivere in inferni veri. In sintesi, essere Lilith significa rifiutare i limiti che ci sono imposti da altri, sfidare il terrorismo invisibile praticato dal mainstream, ed osare trasgredire le censure ed i tabù di ogni tipo: religiosi, politici, sociali, culturali.”
Essere Lilith significa per le donne abbandonare Eva come modello , nella consapevolezza che ogni caduta riserva anche la promessa entusiasmante di nuovi inizi.
Voci recitanti Beatrice Brioni Francesca Canossa Nicola Maestri Laura Panizza Costumi Rossana Tagliati Musiche Claudio Cavalli Regia Marco Panizza

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