Inauguratio - il Feedback di una spettatrice
Avete messo in scena una " cosa " straordinaria! BRAVI DAVVERO!
Ho volutamente chiamato "cosa" tra virgolette perché più ripenso a ciò che ho visto e più
Ri-sento quella sensazione ( forse suggestionata dal fatto di essere all'interno di un museo),
che l'opera che avete messo in scena fosse come se da un quadro improvvisamente, ne uscissero le emozioni, prendendo vita... Una sorta di Alice nel paese delle meraviglie!
Come se per quello stesso movimento "magico" che muove l'artista scrupoloso alla ricerca di effetti calibrando via via dettagli che rendono l'opera in se emozionante, all'improvviso ognuna di queste " molecole emozionali" decidesse di invertire per un istante questo processo, uscendo dall'opera...
A me piace rivivere a posteriori gli "scenari" a cui pongo attenzione, spesso mi accorgo che li ripercorro dalla fine all'inizio...
Questo profumo di mele che evoca la semplicità della naturalezza delle cose, rimanda a quel frutto proibito che conduce al peccato, ma che è al contempo piacere, e che induce alla riflessione su più ambiti della nostra cultura e delle nostre credenze sulla scia dell'ultima frase del gufo:" per i gufi è la notte che è il giorno"...
Entrando in quel meccanismo che spinge a guardare i molteplici punti di vista ai quali con un enorme senso di vertigine siamo chiamati a rivolgerci.
E come per incanto ci siamo ritrovati tutti al punto di partenza con l'impulso di dover esternare la meraviglia senza renderci conto di cosa esattamente eravamo meravigliati, ma certamente eravamo tutti coinvolti dall'emozione incarnata nei volti che avevamo davanti... (E non nascondo che mi abbiano commosso! )
Ogni senso è stato coinvolto come avrebbe voluto Calvino raccontando le sue storie...
I colori che noi preferiamo di adoperare, in senso metaforico del termine, sono le sfumature alle quali noi scegliamo di prestare attenzione e che il più delle volte coincidono con i nostri stati d'animo, sulla nostra percezione delle cose e del mondo, proiettando, in una sorta di rimando, agli altri una visione che via via si reinnesta, dando vita a quegli infiniti punti di vista caratterizzanti del Vivente tutto, e che al contempo rappresentano quella "cornice" senza la quale saremmo in un oblio continuo ...
Uno spettacolo ricco di metafore e analogie filosofiche che sono la radice della nostra cultura e che oggi più che mai scongiurano di essere rivisitate con il fine di non perderne né il ricordo, né l'immenso valore che induce a Pensare, con l'intento originario di ragionare anche, e in un tutt'uno, con la nostra anima, con la spiritualità con cui il mondo va guardato e oggi "salva-guardato" .
All'uscita Tiziana mi ha detto:<< scrivi ciò che vuoi >>... Ma è difficile !... Nel senso che sono infinite le "cose " che si colgono e rischierebbero di essere banalizzate!
... Forse la poesia potrebbe rendere l'idea di ciò che avete lasciato, perché come diceva Platone, è il canto dell'anima...
Mi dispiace enormemente se questa bellissima Opera divenisse "ombra"di un ricordo al museo di Suzzara.
Saper mettere in scena una vera tela di colori che vivono e parlano coinvolgendo al contempo il contesto e gli attori mescolandoli, come in un gioco di specchio, non è essenza di poco conto...
Non ho la più pallida idea del tempo che s'impiega per allestire lo scenario e il resto, ma merita e vi invito a ripensare a un'altra struttura per riproporlo perché merita davvero!
Non esitate a mandarmi altri inviti perché ora sono curiosissima di scoprire il vostro repertorio!
Con immensa ammirazione e un grazie particolare a tutti voi per lo studio e l'impegno che ci mettete
Lorena


