Mute creature (22 Giugno 2010)
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MUTE CREATURE
22 GIUGNO 2010 - ORE 22.30 Costo di ingresso €10 |
Ondina, lo spirito delle acque, creatura del mito, è qui presentata attraverso una rilettura del monologo scritto nel 1961 da Ingeborg Bachmann (1926 - 1973) una delle principali poetesse e scrittrici del panorama intellettuale austriaco del Novecento.
La Bachmann ci pone di fronte al tema romantico dell’impossibile unione tra una creatura soprannaturale e un essere umano, dell’effimera esistenza di un leale e duraturo rapporto uomo-donna. Ci mostra il ritratto di un’anima che vive al suo interno la frattura del sentire la passione umana, in un corpo legato irrimediabilmente all’elemento acquatico.
Ondina è un essere fluttuante che appartiene all’acqua, alla radura, a una dimensione magica e sublime fuori dal tempo, dalla quale non può separarsi e alla quale sempre ritorna. Non può slegarsi dal vincolo che la sua natura le impone, quello appunto di creatura seducente e ammaliante; ma quella stessa natura la inchioda al destino di essere fatalmente amata e fatalmente abbandonata.
Ondina incarna la donna sensuale e appassionata che seduce e affascina gli uomini: tutti gli uomini, accomunati da un generico nome: “Hans”.
E’ creatura predatrice che genera oblio nella loro debole mente, ma a sua volta ne diviene vittima sacrificale.
La sua voce, qui triplicata, amplificata, si fonde e rimescola come eco lontana di gocce d’acqua; si fa corpo all’odio e alla violenza, allo scherno e alla disapprovazione, ma anche a un’infuriata e disperata dichiarazione d’amore.
Ondina infine se ne va e denuncia con forza, con un grido tutto mimico e liquido, le falsità e le colpe di tutti questi “uomini mostri”, inconsistenti, che meritano soltanto lo spazio di pochi e dolci ricordi.
Se ne va, dunque, torna al suo elemento, tra “le mute creature” dell’acqua.
con: Alice Benini, Francesca Canossa, Nicola Maestri, Laura Panizza
violoncello: Elisabetta Marchetti
operatore: Daniele Casari
musiche: originali: Claudio Cavalli
costumi: Rossana Tagliati
regia: Marco Panizza



