Randevù (19 dicembre)
Dimostrazione di laboratorio
Teatro Comunale di Gonzaga
19 dicembre 2009 - ore 21:00
In collaborazione con il Comune di Gonzaga - Assessorato alla Cultura e la Cooperativa Ianua
La parola che dà il titolo allo spettacolo è la trascrizione del sostantivo francese “rendez-vous”, che significa appuntamento, luogo di convegno. Fu la parola d’ordine che servì ad Archimede Benevelli (nome di battaglia Nansen) per penetrare nel campo di transito per prigionieri di guerra Dulag 152, uno dei tre bersagli del piano che i partigiani nella notte tra il 19 e 20 dicembre 1944, misero in atto a Gonzaga, realizzando il fatto d’arme più importante della Resistenza in territorio mantovano. Così ci racconta e documenta Luigi Cavazzoli nel libro “La battaglia partigiana di Gonzaga”, testo di riferimento imprescindibile.
Il percorso teatrale che abbiamo compiuto con gli studenti delle scuole medie parte dalle suggestioni che la premessa ci offre: parole in codice, nomi che velano la vera identità, condizioni di prigionia, azioni notturne per difendersi e ribellarsi a usurpatori (tedeschi e fascisti) delle libertà fondamentali di ogni essere umano consistenti nell’avere un proprio nome e un proprio pensiero. Indizi che delineano quel registro di clandestinità intorno al quale è costruito lo spettacolo. Che significa essere clandestini? Come si vive? Come ci si muove? Queste sono le domande su cui abbiamo fatto riflettere i ragazzi. In forma anonima abbiamo chiesto loro di scrivere su biglietti un loro segreto ed ecco che si confessano i primi amori furtivi, appuntamenti segreti, azioni di copiatura durante i compiti in classe, bugie nei confronti di genitori, fratelli, compagni, insegnanti. Scopriamo che ci si nasconde, a ragione o a torto, da qualcuno che ha un qualche potere su di noi. Nascono amicizie su questi segreti, oggi ci si confida tramite “messaggini”, facebook, la rete è un potente luogo di convegno (rendez-vous): ogni epoca ha i propri strumenti. Insomma, viene individuato un clima, partendo dal proprio vissuto quotidiano, in cui inserire quadri che si riferiscono alla battaglia di Gonzaga, un episodio lontano nel tempo, a cui i ragazzi, stretti in gruppo come partigiani, danno nuova vita.
Proprio da qui si può forse individuare una comunanza di intenti tra un modo di fare teatro e la Resistenza: condividere uno scopo nel rispetto delle singolarità per toccare “con mano una più alta forma di civiltà”, come scrisse Mario Spinella in “Memoria della Resistenza”, fino a cogliere uno stato di serenità per “quell’ora troppo breve”.
Con: Francesco Acerbi, Jessica Barbieri, Kerim Ben Ezedine, Ottavia Benatti, Ilaria Bertellini, Ivana Coppolaro, Ficarelli Luca, Paolo Galeotti, Ramanpreet Kaur, Salvatore Lamonaca, Micheal Longhitano, Giorgia Malavasi, Giulio Malvezzi, Nicolò Marcoleoni, Adama Mbengue, Celestino Morello, Giorgio Pantea, Alessandro Parrilla, Francesco Righi, Gianmarco Rossi, Gurpeet Singh, Francesca Troni.
A cura di: Alice Benini, Daniele Casari, Claudio Cavalli, Marco Panizza.
Si ringraziano per la collaborazione la dott.ssa Vanna Bondavalli, l’Assessore Martina Falceri e le professoresse Ilenia Camonchia, Pasqua Del Vecchio e Tiziana Moretti.



