La Place de l'Amour - 28 Giugno
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LA PLACE DE L'AMOUR
28 GIUGNO 2009 - ORE 22.30 |
Artaud parla per tutti, ha parlato prima di tutti. Tutti parlano in lui. Tutti si ritrovano nello stesso posto quando si smarriscono le strade dell’anima e quel posto è La place de l’amour (Il posto dell’amore). Tagliati la lingua… Paolo Uccello, tagliati la lingua, merda… ma chi parla… dove sei? È il brusio dell’inizio, di ogni inizio che occupa il nostro tessuto mentale, che occupa il posto dell’amore. Paolo Uccello cerca il pelo nell’uovo, rovista tra le cose di questo basso mondo per macerare tutto nella sua officina… Spirito, Spirito, fuoco… mangiati la lingua carogna… Artaud che si cava la lingua. Uccello non è già più lui. Diventa insetto, si allontana e si trascina dietro tutti gli altri. Gli altri chi?
C’è Donatello e Brunelleschi. Litigano perché hanno idee diverse su quel che succede. Brunelleschi è un cultore del proprio fisico, vola basso e non pensa ad altro che a coitare. Donatello ha i piedi per terra ma sa come salire: è un ballerino, un po’ pagliaccetto, ma ballerino, come San Francesco. E poi ci sono le donne che Artaud non ha mai avuto. Selvaggia e Genica. S’innamora di Genica e inventa Selvaggia. Anzi Selvaggia l’ha rubata a Schwob, che l’ha rubata ad Artaud. Noi la rubiamo ad Artaud che se la riprende e la chiama anche Genica, un’attrice nei panni di Nancy Sinatra. E queste donne parleranno. Nessuno sta al proprio posto, ognuno si mette nei panni di qualcun altro a cominciare dalle scarpe (To be in someone’s shoes).
Torniamo all’inizio: che se ne fa Uccello di tutte quelle scarpe? (Non certo quello che se ne farebbe Van Gogh, che lo sbeffeggia e lo chiama “Belluccello”). Il suo problema è di ricavarne linee, grovigli per i suoi esperimenti prospettici. C’è tutto da rifare per Uccello ed è qui che si confonde con Artaud, con la differenza di un pelo: Artaud sta male come un cane. Artaud vive lo strazio di una sospensione, sente il dolore del corpo, sente il vuoto sotto di sé, ed è un vuoto che lo congela. Intanto Selvaggia, innamorata di Paolo, muore di fame, senza capire. Uccello non la vede, non sente la carne, ma si autoinganna perché sa di essere anche lui una creatura di sangue. Non si può negare la vita separando lo spirito dalla carne, come fa Uccello. Brunelleschi è furibondo e accusa Uccello di assassinio.






